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Presentazione:
In un’adeguata azione di prevenzione cardiovascolare estremamente
importante è l’attenzione agli stili di vita ed in particolare
all’alimentazione. Spesso il medico si limita alla prescrizione:“Meno grassi,
più frutta e verdura”, pensando che questa ricetta funzioni sempre. Nel
presentare il manuale della Dott.ssa Farnetti desidero sottolineare come questo
si distingua nell’ambito delle pubblicazioni del settore in quanto si rivolge a
proporre l’alimentazione ottimale, quella, cioè, che segue fedelmente la
fisiologia umana, attenta all’azione complessiva degli alimenti sulle funzioni
organiche e per questo “Funzionale”. L’alimentazione Funzionale re-interpreta la
piramide alimentare ponendo al vertice le calorie perchè è possibile migliorare
le capacità metaboliche dell’organismo piuttosto che limitare l’introito
calorico, associando gli alimenti sulla base delle proprietà cinetiche e
dinamiche e alle diverse modalità di cottura. Ad ogni pasto sono prescritte
specifiche associazioni alimentari affinché i nutrienti realizzino una sinergia
d’azione a vantaggio del paziente. Infatti, ogni alimento, nei suoi contenuti e
nelle diverse modalità di preparazione, può avere indicazioni e
controindicazioni nel suo impiego in stati patologici e l’associazione con altri
alimenti ne modifica la biodisponibilità, potenziandone o inibendone l’azione
terapeutica. La prescrizione alimentare, così interpretata, è rigorosamente
personalizzata ed esclude l’opportunità di schemi preconfezionati. Gli esseri
umani, infatti, pur essendo tutti uguali nella fisiologia, sono diversi nella
biochimica e sebbene sappiamo come funzioni un organo, non sappiamo a priori
come funzioni ciascun organo di ciascun individuo e quale possa essere la
risposta individuale all’assunzione di un alimento. La sequenza temporale dei
pasti risponde alle medesime finalità terapeutiche e viene costantemente
modificata in relazione alle variazioni dello stato del paziente sulla base
della sua sintomatologia, degli esami ematochimici e delle indagini strumentali
del malato in trattamento. Analizzando temi di estremo interesse per addetti ai
lavori e non: sovrappeso corporeo, squilibri glicemici e dislipidemie, il testo
fa chiarezza su alcuni dei punti chiave del rapporto tra l’alimentazione e la
salute, sfatando miti, spesso di apparente buonsenso. Niente fritti, pochi
grassi, tanta acqua: sono solo alcuni degli stereotipi di cui anche il medico
può farsi inconsapevolmente testimone. Pochi insegnano, invece, che la cottura
in olio extra vergine d’oliva è salutare e di stimolo per la funzione epatica.
Ben pochi sanno che il riso e la patata lessa sono controindicati nei pazienti
con sindrome metabolica ed è più indicata quella fritta perché possiede un
carico glicemico ridotto. Molti continuano a prescrivere regimi alimentari
iposodici, mentre consigliano di consumare minestroni, in cui i sali minerali
delle verdure, cristallizzati dalla cottura, possiedono un effetto francamente
antidiuretico. Quelli appena citati sono alcuni degli spunti che rendono
originale ed estremamente interessante questo libro. In qualità di Presidente
della Società Italiana di Cardiologia ritengo che la sua lettura possa essere di
ausilio ai pazienti e agli addetti ai lavori, medici di famiglia e/o
specialisti, sempre in un contesto che vede una personalizzata e accurata
stratificazione del rischio al fine dell’applicazione di un’attenta
proporzionalità tra complessità del quadro clinico e complessità degli
interventi farmacologici e non che si debbono adottare.
Francesco Fedele
Direttore dipartimento di
Scienze Cardiovascolari e Respiratorie
Scuola di Specializzazione in Cardiologia
Sapienza Università di Roma
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